Un natale di musica, di pace e solidarietà

Ieri ho aperto il concerto Un natale di musica, di pace e solidarietà organizzato da ConcertiEr, dal Maestro Paolo Olmi insieme alla sua Youth European Musician Orchestra e patrocinato da MIBACT, Regione Emilia-Romagna, EMMA for PEACE, Comitato Giovani della Commissione Italiana dell’UNESCO, Comune di Ravenna e Comune di Cervia.

Un anno

Un anno fa di questi tempi, camminavo nervosamente avanti e indietro tra il palco, il foyer e i camerini del Teatro Astoria. Era il giorno della prima. La prima presentazione del libro, il primo spettacolo, il debutto ufficiale.

Buona Giornata (Mondiale) Signor D!

Braccando gli archivi come un moderno segugio, ho scoperto quando è il complemastico di D. Festeggia tutto in un solo giorno. Così non ci rimane male se nessuno gli fa gli auguri per il suo onomastico oppure se gli fa un regaletto senza fargli gli auguri o se gli tira le orecchie il giorno del compleanno ma gli manda il biglietto di auguri per il giorno dell’onomastico.

Insomma per non sbagliare e non rimanere deluso dagli amici, D lo si festeggia una volta all’anno.

[Io e D, Incontri Editrice, pp.50-51]

Io, D e i suoi amici

Nonostante i molti consigli, provenienti soprattutto da mia madre di andare a parlare con altre persone che conoscono direttamente D, così per capire come gli altri si rapportano con lui viste le miei iniziali difficoltà, ho sempre riluttato questa idea. La televisione ha fatto la sua parte. Lo confesso, temo lo stereotipato incontro, la classica scena da film. Sala con le pareti chiarissime, non
bianche ma di quel giallognolo ammuffito e smorto. Una ventina di persone sedute in cerchio su scomode sedie di legno, che si spiano l’un l’altro per carpire il minimo dettaglio di cambiamento tra i presenti. Tutti con le gambe accavallate e con il cambio della gamba sincronizzato.

Fra i presenti si distingue chiaramente chi tiene l’incontro degli “Amici di D”, dai suoi occhiali neri, con montatura larga, appoggiati sul naso.

«Ciao a tutti, mi chiamo Federico e sono un amico di D».

E il coro risponde: «Ciao Federico».

Temo questa scena. Lo ammetto.