Lisboa, a cidade de saudade

Lisbona federico ferrari

Lisbona è una città che profuma di porto coloniale e concentra nei saliscendi dei suoi colli oltre mezzo millennio di umanità. Un’unione di immagini globalizzate, odori marittimi, usanze mediterranee, suoni sudamericani, spezie orientali e cambiamenti strutturali. Una capitale europea che sogna di diventare grande, ricca di associazioni, che dipinge la sua arte sui muri e che si interroga se sfruttare al massimo le opportunità di sviluppo economico offerte dal turismo in cambio di rischiare di perdere un po’ della sua identità selvaggia, romantica, libera.

Mi sono così trovato davanti una città che mischia viali tirati a lucido da metropoli americane, piazze lussuoso degne della migliore aristocrazia parigina, blocks sovietici che mai pensavo di aver trovato così a Ovest, un Teatro ad ogni angolo della strada e tanto Mediterraneo.

Lisbona

Da qui la grossa riflessione al centro di tanti pensieri e il ritorno continuo della parola gentrification.

L’ho sentita per la prima volta in Università all’interno del corso di Sistemi urbani europei. Questo weekend è stata al centro di tante riflessioni e pensieri mentre giravo per Lisbona, forse influenzato da Maddalena che da oltre un anno sta lavorando a diversi progetti di architettura sociale (prima con Frame Coletivo e Plataforma Trafaria, ora con Associação Ensaios e Diálogos)  che mi ha raccontato in modo puntuale della liberalizzazione del mercato immobiliare e delle sue conseguenze sulla città e i suoi abitanti originari.

Lisbona

Consigli su luoghi da visitare prima della gentrificazione definitiva?

  • Prendere il sole intorno all’Oceanario (scommessa vinta di come riutilizzare un’area in cui è stato ospitato l’Expo).
  • Visitare il Convento Do Carmo quando piove
  • Atteggiarsi alla Casa do Alantejo immersi in un’altra epoca come Signori delle Indie

Casa do alentejo Lisbona

  • Una capatina al Pensão Amor l’ex bordello in Pink Street con grafiche e luoghi di inizio ‘900
  • Mangiate i Pastels de Nata che io non posso farlo

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