Anthony Mongalo a Reggio Emilia, una vita contro

Anthony Mongalo a Reggio Emilia

Anthony Mongalo oggi è un coriaceo signore di 80 anni con qualche difficoltà a camminare, ma ancora lucido e con un gran senso dell’umorismo. Ci siamo incontrati nella Sala del Tricolore, a Reggio Emilia, città a lui legato in modo particolare, una sua “seconda casa” come l’ha definita. È venuto a trovare alcuni suoi vecchi amici ancora in vita e altri (come Giuseppe Soncini e Ugo Benassi) che non ci sono più.

Ma chi è Anthony Mongalo? È stato il primo rappresentante dell’ANC (leggi African National Congress) in Italia, ha stipulato un patto di solidarietà con la città di Reggio Emilia nel 1977, ha sofferto l’Apartheid,  lottato in esilio dal suo Sudafrica ed è stato fra i più stretti collaboratori di Oliver Tambo.

Anthony Mongalo a Reggio Emilia
Nel corso dell’intervista, fra la mente che mi tremava, il mio inglese di Rutelliana memoria e le sue parole sull’importanza della memoria e della cura dei documenti (come il Fondo Soncini-Ganapini custodito dalla Biblioteca Panizzi) mi schiarì un pensiero molto semplice.

A pochi passi da me non stavo parlando con un uomo, un semplice uomo. Stavo parlando con la storia. La storia di un Paese, della lotta al razzismo, del mondo intero.

Grazie Antonio, anche da parte mia.

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